Saltarello felix


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Descrizione

Ballo

''Saltarello'' - http://www.musicantidelpiccoloborgo.it

Nel Saltarello e' determinante la sincronia fra i ballerini resa difficile dalla velocità del ritmo che li costringe ad eseguire passi stretti con salti veloci ed energici.
Il ballo presenta variazioni nelle diverse aree geografiche appenniniche, anche se l'impostazione del passo appare comune. Nel ballo di coppia, dopo il consueto invito, i ballerini cercano di sincronizzarsi a tempo di musica per poi effettuare passi incrociati saltati, posizionando sempre un piede dietro l'altro che è fatto strisciare in avanti prima di ricevere il peso di tutto il corpo. Il passo può essere anche semplicemente saltato ed il piede, scaricato dal suo peso, viene scalciato energeticamente in avanti per poi essere affiancato nuovamente all’altro che ripete la sequenza.


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Le braccia sono protese in alto, frontalmente, composte sui fianchi o dietro la schiena per gli uomini. La coppia danzante può afferrarsi frontalmente con le mani guardandosi negli occhi ed alternare abili movenze di fughe, rifiuti, rincorse, con mimiche a dispetto e di corteggiamento. L’uomo può dare esempio della sua abilità a seguito di una precisa variazione musicale introducendo un passo calciato in avanti chiamato “spuntapiede”, imitato non necessariamente dalla donna. Il tutto si conclude quando i due ballerini, tenendosi per le braccia, decidono di darsi reciproca intesa, come ad esempio saltando su ambo le gambe ed eseguono con passi laterali un tragitto circolare allargato fino alla loro uscita di scena.

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A Roma il Saltarello era solitamente ballato da due soli ballerini che non si univano quasi mai, così si riscontra nelle numerose stampe raffiguranti gli ambienti cittadini ricreati dal Pinelli e da altri artisti. In città si ballava diffusamente durante le " ottobrate romane" , quando, nel rito del passeggio, ogni domenica ed ogni giovedì il Principe Borghese schiudeva gli accessi al suo parco e concedeva ai cittadini libero accesso.
Nella campagna romana ed in altre aree laziali si ballava in più coppie che potevano tenersi legate con le mani sulle spalle o dietro la schiena, anche formando un cerchio con i corpi curvati in avanti per sostenersi nel ritmo e le teste riunite nel centro del gruppo. Il Saltarello poteva essere interpretato così anche come un ballo tondo, come quelli di antichissima origini.
In Ciociaria il suonatore di zampogna spesso ballava anche lui avvicinandosi ai ballerini per sollecitali al ritmo, all'aperto, sulle aje, nelle serate d'estate e dopo la battitura del grano.

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